Intervista al capitano

Intervista al capitano


Quest’oggi vi proponiamo un’intervista esclusiva ad Emanuele Casetta, capitano degli Storms Pisa. Con il numero “63”, un habitué del doppio ruolo (OL e DL), abbiamo parlato della stagione 2017 della squadra pisana ma anche dei lavori al campo sportivo della formazione, per poi concludere in bellezza raccogliendo le prime sensazioni del giocatore sul connubio fra Storms Pisa ed Etruschi Football Americano Livorno – ASD che ha portato alla creazione dei West Coast Raiders, squadra che prenderà parte al prossimo Campionato Italiano Football Americano II Divisione.


Iniziamo dal vostro campo, come stanno procedendo i lavoro di ristrutturazione?
“Sta andando tutto bene e siamo in dirittura di arrivo, tanto che speriamo di inaugurarlo già all’inizio di novembre. In questo momento siamo anche impegnati nella ricerca di un nome appropriato per l’impianto”.
La stagione 2017 è stata piena di infortuni ma alla fine siete comunque riusciti ad ottenere una vittoria importante, se non per la classifica almeno per il morale della squadra:
“E’ stata una stagione quasi da dimenticare, mettiamola così. L’organico non ha potuto beneficiare di nuovi innesti, tant’è che a Cavallermaggiore ci siamo trovati a scendere in campo con soli 18 effettivi a roster. Numero davvero esiguo per poter disputare al meglio la Seconda Divisione. Nonostante tutto siamo riusciti a cogliere una vittoria all’ultima gara di campionato che è servita per il morale della squadra, una ricompensa per il sacrificio di tanti giocatori che hanno stretto i denti in un’annata sportiva priva di soddisfazioni”.
Sei sia una linea d’attacco che una linea di difesa, quale dei due ruoli preferisci?
“Questa è una scelta ardua. Quando iniziai la mia carriera otto anni fa fui schierato in difesa ma poi, poco dopo, mi convinsero a diventare anche una linea d’attacco e da quel giorno ho giocato quasi continuamente in doppio ruolo. Per me sono due concezioni veramente diverse fra loro: la linea di difesa è molto più un modo per sfogarsi mentre in attacco ci si sacrifica molto e, se dovessi scegliere solo un ruolo, preferirei fare il lavoro sporco dell’OL che non viene mai riconosciuto nelle cronache. Lo vedo più adatto alle mie caratteristiche individuali”.
Lo scorso anno, come hai accennato, avete convissuto con una carenza di personale, un problema che dovrebbe essere stato 
risolto con la fusione fra Storms ed Etruschi:
“Sì, speriamo proprio di sì. Agli allenamenti il gruppo di atleti è sempre ben nutrito ed il morale è molto alto. Da parte nostra, intendo Storms, siamo molto carichi perché ci possiamo allenare con tanti giocatori mentre gli Etruschi sono al settimo cielo per questa prima esperienza nel football 11 vs 11. Spero che questo progetto, per ora elettrizzante, possa andare avanti con molto slancio. Sarebbe bello togliersi qualche soddisfazione”.
Come vi state trovando con l’Head Coach Matteo Dinelli e con i nuovi compagni di squadra?
“Ho conosciuto Coach Dinelli durante la sua esperienza da capo allenatore dei Guelfi Firenze, squadra che ho seguito quando mi è stato possibile vista la loro partecipazione alla massima serie italiana. Ho sempre stimato il coach labronico, un sentimento che ha confermato anche in questi primi allenamenti alla guida dei West Coast Raiders. Una persona fantastica anche a livello umano, lo ringrazio di già per tutto quello che sta facendo e spero di ringraziarlo in maniera ancora più sentita al termine della stagione 2018, questo senza nulla togliere agli altri coach dei Raiders che fanno altrettanti sacrifici per il progetto. Con i ragazzi degli Etruschi, che conoscevamo già, ci troviamo bene e siamo un gruppo più unito di quanto ci si potesse aspettare dopo un mese di allenamenti. Anche loro sono dei grandi appassionati di football americano”.
Matteo Angiolini, Addetto Stampa Fidaf Delegazione Toscana